Ufficio stampa

di Valentina Daelli

Roma, 28 novembre 2020

In merito ai numerosi reclami pervenuti fino a oggi ai nostri uffici, il Ministero dello Smantellamento intende chiarire la situazione che si è venuta a creare nonché dimostrare l’assoluta infondatezza delle polemiche.
A seguito del decreto legislativo 666/2020 sui parametri di sostenibilità finanziaria degli enti di ricerca e l’eventuale commissariamento degli stessi, il Ministero dello Smantellamento si è adoperato a promulgare le linee guida applicative.

Com’è noto, la necessità del decreto è sorta a seguito del convegno “A cosa serve oggi la Scienza?”, svoltasi a Salsomaggiore Terme sulla falsariga dei precedenti simposi “A cosa serve oggi la Storia?”, “A cosa serve oggi l’Arte?” e “A cosa serve oggi il greco antico se abbiamo Google Translate?”.
Come illustrato dal Ministro Gabriella Carducci nell’illuminante intervento “No Nobel? No party”, la Scienza è oggi afflitta da tre maggiori piaghe: innanzi tutto, è imbarazzantemente costosa; in secondo luogo, non offre immediati benefici che giustifichino le spese; infine, a differenza di altre forme del Sapere quali i talent show, i reality show e le raccolte punti, la Scienza è spesso priva di quelle fondamentali certificazioni di qualità che sono i premi, le coppe, e i gettoni d’oro. Senza questo cruciale strumento valutativo, non possiamo che essere costretti a riconoscere la soggettività e relatività del fenomeno Scienza, e a dichiararla quindi diversamente utile.

L’intervento normativo si è articolato in due fasi:
–    Si è prontamente disposto il taglio del 100% dei finanziamenti a enti di ricerca.
–    Ai sensi dell’articolo 3 del decreto 666/2020, in linea con i principi ispiratori della riforma, la Scienza è stata dichiarata illegale.

Basandosi sul principio di saggezza popolare Melius abundare quam deficere, il decreto è stato approvato con valore retroattivo.

Sebbene il Ministero sia pronto ad ammettere che tale procedura abbia procurato un limitato numero di inconvenienti, si dichiara tuttavia fiducioso che gli effetti benefici non tardino a comparire.
Dopo attenta analisi, i nostri collaboratori hanno individuato la causa della scomparsa di televisori, cellulari, stampanti, microonde, computer, GPS, fotocopiatrici e Wii. Pare infatti che, in modo del tutto insospettabile, la ricerca di base degli ultimi secoli fosse responsabile di tali tecnologie.
Si riconosce che la dissoluzione della ricerca medica ci pone di fronte a un’interessante sfida.
Ricordiamo comunque che i rimedi della nonna rimangono un più che valido sostituto della controversa medicina tradizionale. Inoltre, i malati potranno ricorrere serenamente a cartomanzia e omeopatia, finalmente libere dal fardello della scientificità.
D’altronde, l’abbassamento dell’aspettativa di vita ai più ragionevoli valori di 35-40 anni potrà finalmente risolvere l’annoso problema delle pensioni.
Inoltre, il Ministero è ottimista che la scomparsa di un ambiente scientifico stimolante e il peggioramento delle condizioni sanitarie possano finalmente interrompere la pericolosa tendenza all’aumento negli anni del quoziente intellettivo (il cosiddetto effetto Flynn), e perfino invertirla in un sano ritorno a un’era di innocenza e semplicità.
Se la spesso proposta relazione tra sviluppo scientifico e democrazia si dimostrerà valida alla prova dei fatti, confidiamo infine di poter assistere all’auspicato ritorno di forme di governo più consone all’animo umano.

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