Cercavate serie notizie scientifiche? Peccato!

di Davide Mancino

– Amanti dell’estate, gioite: questa volta la stagione calda durerà più a lungo degli altri anni. Di quanto? Non tanto per andare in spiaggia: soltanto un secondo;

– L’angolo di Capitan Ovvio: uno studio scopre che uomini e donne tendono a mentire nei siti per incontri online;

– Breve guida ai migliori vini superconduttori (con grafico);

– Copiare è noioso: anche i monaci medievali si lamentavano.

– Wernher von Braun, padre della missilistica, avrebbe da poco compiuto 100 anni. Sì, è stato un nazista, chissenefrega. (Scherzo, era giusto per fare un po’ di polemica nei commenti).

Insegniamo Il Creazionismo Pastafariano nelle scuole italiane

di Fabio Perelli

25-9-6 (calendario pastafariano)

Cari fedeli,

“In paradiso troveremo una fabbrica di spogliarelliste e un vulcano di birra”. Queste sono le promesse del nostro profeta Bobby Henderson. Ma chi non si convertirà per tempo al Pastafarianesimo “sarà condannato in eterno ad affrontare un inferno popolato da spogliarelliste affette da malattie veneree, e dominato da un vulcano che erutta birra stantia.”
E’ giunto il momento, dunque, di insegnare anche nelle scuole del nostro Paese la teoria della creazione del mondo da parte del Signore Pastoso.

Per oltre un secolo negli Stati Uniti ha tenuto banco l’annoso dibattito tra evoluzionisti e creazionisti, ma sei anni e nove mesi orsono il profeta Henderson ha rivelato al mondo l’autentica religione universale, il Pastafarianesimo. 
Nell’ex anno cristiano 2005, anno zero della nuova umanità, il sommo Henderson ha spiegato come il nostro mondo sia stato creato dalle “mostruose appendici” del “Prodigioso Spaghetto Volante”, quando questi si trovava in preda a una marcata intossicazione alcolica. E’ per questa ragione che il Creato è imperfetto, come fanno notare i seguaci di Darwin. Anche le cosiddette “prove dell’evoluzione” non sono che “illusioni create intenzionalmente dal Signore Pastoso, per mettere alla prova la nostra fede”.

La nuova teoria pastafariana illustrerà ai giovani fedeli anche le vere cause del riscaldamento globale. Henderson ha dimostrato inequivocabilmente come l’aumento della temperatura del pianeta sia inversamente proporzionale alla diminuzione dei pirati nel mondo. Guardate alla Somalia, dove al più alto numero di pirati sono associate le più basse emissioni di anidride carbonica.

Battiamoci, dunque, cari fedeli, affinché la teoria pastafariana sia insegnata anche nei corsi di biologia delle scuole italiane.
E impegniamoci altresì a diffondere il verbo del Signore Pastoso, e in modo particolare i suoi otto condimenti, dettati per la prima volta al Capitano Pirata Mosey durante il suo vagare sul Monte Sugo.

RAmen

*Sito ufficiale della Chiesa Pastafariana: http://www.venganza.org/about/

Da MicroMega

UN ESTRATTO DELLA DISPUTA TRA TELMO PIEVANI E L’AVVENIRE

di Claudio Dutto

A proposito di sapiens, il nostro [Pier Giorgio Liverani,  giornalista di Avvenire] è persino convinto di aver trovato un errore grammaticale nel sottotitolo dell’Almanacco della Scienza (“avrebbe potuto non accadere mai”, anziché “sarebbe”), ma è smentito niente meno che dall’Accademia della Crusca alla pagina “Ausiliare con i verbi servili” (www.accademiadellacrusca.it). Prima di interpretare il Verbo, sarebbe bene imparare a declinare i verbi. Ma l’affezionata firma di questo giornale con un grande avvenire alle spalle ha in serbo per noi altre sensazionali scoperte. La prima è che il nuovo modello ad albero cespuglioso dell’evoluzione umana sarebbe una confutazione della teoria darwiniana, il che non è semplicemente falso, è ridicolo. Per dirlo bisogna proprio non avere la minima idea di che cosa sia la teoria darwiniana, e ostentarlo come se fosse un punto di merito. La seconda bufala, già sentita fino alla noia, è che la teoria evoluzionistica non sarebbe scientificamente provata “perché non ripetibile”. Chi fa questa obiezione – che ignora le innumerevoli prove sperimentali, in laboratorio, ripetibili, dei meccanismi evolutivi che poi si riscontrano nella storia naturale – oltre a leggersi un buon manuale di biologia evoluzionistica può sempre fare un semplice test: alla prossima infezione usi l’antibiotico in modo inadeguato e attenda che si formi nel suo organismo una variante resistente del batterio. Avrà dimostrato su se stesso che la selezione naturale è ripetibile, eccome.
Telmo Pievani

http://temi.repubblica.it/micromega-online/cialtroneschi-attacchi-di-lavvenire-contro-micromega-e-la-scienza/

Poemetto semi-serio in versi semi-liberi

di Valentina Daelli

(Semi-storia della depressione)

La carne è triste, ahimè! E ho letto tutti i libri.
– Stéphane Mallarmé

Dapprima fu il colore a spegnersi pian piano,
il gusto, la passione, il tatto della mano.
Perdevo gli interessi, crollava anche l’aspetto,
soltanto io speravo di rimanere a letto.

Ma mentre una mansarda sui tetti di Parigi
sarebbe stata bene con i miei umori grigi,
ben presto realizzai scaldandomi una boule:
purtroppo ai giorni nostri lo spleen non è più cool.

Cercando di trovare risposte e soluzioni
pensai di ritracciare le storiche visioni.
Deciso ad indagare della tristezza il senso
rivolsi il guardo addietro sperando in un consenso.

I medici mi ricevettero,
tra una consulta e l’altra,
con un bisturi in ogni mano,
saturi di aureomicina,
sempre più occupati ogni giorno.
– Pablo Neruda

Ab ovo ritornato, cercando una risposta,
nell’uomo primitivo con fede mia riposta,
dinnanzi alla caverna or giunsi al gran santone
e posi la domanda “Qual cura mi propone?”

Scuotendo appena il capo di neolitica saggezza
mi disse “Oh, infelice, non è solo tristezza:
di forze innaturali sei schiavo, posseduto,
di spiriti maligni il cranio si è imbevuto.

Se a libertà tu aneli dal male che ti affligge
fiducia devi avere nella punta che trafigge.
Per far scappare il demone la cura io produco:
con un sottile trapano nel cranio un solo buco.”

“Se pure la mia mente di neri uccelli è piena
ancora non la sento proprio del tutto aliena.
Mi spiace poi attaccarmi a sciocche vanità,
ma invero io ci tengo a una certa integrità.

Pensavo a una pozione, chessò, pure a un veleno.
Di buchi, la ringrazio, ne faccio ancora a meno.”
Volgendo ormai le spalle all’era della pietra
più lesto mi diressi alla patria di Demetra.

Nell’isola di Kos, dell’Ellade gran vanto,
Ippocrate ristava e a lui rivolsi il pianto.
“Ascoltami, Asclepiade, ascolta la mia pena
che l’anima mi strazia siccome una cancrena.

Non dormo, io, non mangio, non posso stare cheto.
Per l’animo abbattuto conosci un amuleto?”
“Diagnosi assai chiara: è il corpo, non la mente.
Ed è di nera bile che soffri amaramente.

Son quattro i nostri umori, che insieme combinati
alla salute portano da quando siamo nati.
Melanconia ti affligge, ma se cura cercassi
io purghe ti consiglio, oppure dei salassi.”

Ma ahimè non fu un salasso a dare un contributo,
di nuovo ripartii cercando un altro aiuto.
“Non è patologia”, Aristotele mi disse,
“ma innata inclinazione che l’anima sconfisse.

Codesta bile nera è tratto assai diffuso
nell’uomo d’eccellenza ed alle arti uso.
Trattieniti dal vino, persino dal piacere,
e la moralità potrà poi prevalere.”

Diversa l’opinione di Areteo di Cappadocia
“Melanconia talvolta nella follia poi sfocia.
Ti dico, del piacere non devi aver timore,
ché anzi in questo caso è medico l’Amore.”

Ma Amore allor mi parve invece un gran veleno
e tosto mi rivolsi al celebre Galeno.
Di nuovo sugli umori basò la spiegazione
e su mia atra bile ei pose l’attenzione.

“Da fegato o cervello arriva questo male,
che giunge a perturbare lo spirito animale.”
Di ellèboro una purga, seguendo il suo consiglio:
ma senza giovamento partii con gran cipiglio.

Diversa spiegazione portò la prima Chiesa
che il corpo trascurò aprendo una contesa:
se il male della mente nella Cristianità
potesse attribuirsi a demonio o santità.

 Ma quando mi cercarono il marchio sulla pelle
e scorsi in lontananza di un rogo le fiammelle,
temendo assai di incorrere in calorosi guai
raccolsi la tristezza e poi mi dileguai.

In Inghilterra alfine io giunsi trafelato
e scorsi finalmente un clima illuminato:
a visione naturale della melanconia
di Vives e Burton le opere aprirono la via.

Tornando mestamente al tempo quotidiano
mi ritrovai ad avere ben poche cose in mano.
Poi lessi la notizia passata dalla rete:
“Si abbatte la tristezza or con un nuovo ariete.”

Il medico mi disse “E’ una stimolazione
profonda nel cervello, e lì sarà l’azione.
Se proprio vuoi guarire la cura io produco:
con un sottile trapano nel cranio un solo buco.”

Se nei moderni tempi di nuovo si propone
di trapanare il cranio, brillante soluzione,
dovrò cedere infine ad una cicatrice
sperando nel frattempo di vivere felice.

I write of melancholy,
by being busy to avoid melancholy.
– Robert Burton

Happiness
(bang bang shoot shoot)
– John Lennon