Il fenotipo esteso di Berlusconi. Una lettura etologica dell’attuale situazione politica

di Valerio Congeduti

Il trematode è un piccolo verme con un complesso ciclo vitale.
Berlusconi è un piccolo v… un abile politico, leader del Popolo della Libertà

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Nei primi stadi di vita il trematode parassita le lumache, ma il suo sogno da grande è di passare nel corpo di un uccello, l’ospite successivo nel suo ciclo vitale.
Nei suoi primi anni di vita politica Berlusconi parassita l’Italia, ma la sua saggezza gli consiglia da vecchio di limitarsi a parassitare il Partito Democratico.

Per realizzare il sogno di volare, il trematode deve fare in modo che la lumaca che lo ospita venga mangiata da un pennuto. Come?
Per godersi serenamente la vecchiaia, Berlusconi deve costringere il Pd a realizzare i punti del suo programma al posto suo. Come?

Il trematode modifica il comportamento delle lumache spingendole verso la luce e ne invade le corna facendole pulsare vistosamente.
Berlusconi impone al Pd il proprio programma (vedi l’Imu) e le proprie facce (vedi Nitto Palma), sotto il ricatto di far cadere il governo.

Contro il loro stesso interesse le lumache si rendono più vulnerabili alle beccate dei volatili.
Apparentemente contro il suo stesso interesse il Pd accetta leggi inutili e dannose.

Le lumache sono il fenotipo esteso di un gene egoista del trematode.
Il Pd è il fenotipo esteso del genio egoista leader del Pdl.

Si ringrazia Richard Dawkins per l’ispirazione e si invita alla lettura del suo capolavoro
Il fenotipo esteso.

Crediti immagine: Jürgen Schoner, Wikipedia

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Squalo a Ostia: meglio non fidarsi… di Repubblica.it

di Valerio Congeduti

Repubblica.it dimostra di avere le idee poco chiare sulla pericolosità degli squali. Ieri pubblicava una galleria fotografica dal titolo “Squalo Blu, predatore temibile ed elegante”. Ecco la prova.

Stamattina quel servizio ha cambiato titolo, passando al più rassicurante “Squalo Blu, l’elegante predatore non fa paura”.

Nell’articolo di ieri si diceva che l’uomo è tra le prede preferite dello Squalo Blu. Nella versione odierna invece risulta che “è solo potenzialmente pericoloso per l’uomo, infatti nella classifica si piazza agli ultimi posti per attacchi alla razza umana”.

Che è successo nelle ultime 24 ore per giustificare un ritocco così pesante del pezzo già pubblicato? Semplice: un esemplare di Squalo Blu, che altri non è che una Verdesca, è stato avvistato a Ostia ad appena pochi metri dalla spiaggia. Ed ecco che l’esigenza pedagogica di rassicurare i bagnanti ha avuto il sopravvento sulla smania di sensazionalismo del quotidiano di Roma. In un nuovo articolo, uscito in giornata, sull’avvistamento di Ostia, si sostiene addirittura che si tratterebbe di “esemplari innocui”.

Ma dove si colloca la verità lungo l’asse che congiunge psicosi e imprudenza? Fossi in voi, non cercherei la risposta su Repubblica.it, ma in rete. Ad esempio sull’International Shark Attack File (ISAF), un database curato dal Florida Museum of Natural History che raccoglie e cataloga tutti gli attacchi di squali documentati dal 1580 a oggi. Ebbene al 2011 risulta che la Verdesca o Squalo Blu o Prionace glauca, si è resa protagonista di 34 attacchi alla specie umana. Soltanto in 8 casi, di cui 4 fatali, l’attacco non è stato provocato da un precedente comportamento aggressivo o imprudente della vittima. Insomma, un’eventualità decisamente rara! Gli squali infatti non gradiscono nutrirsi di esseri umani, tuttavia ogni tanto non disdegnano un assaggino, magari sperando si tratti di qualcosa di più polposo e saporito, ad esempio una foca. Come spiega il direttore dell’ISAF George Burgess, “praticamente ogni squalo di dimensione maggiore o uguale a 1 metro e 80 rappresenta una minaccia potenziale per gli esseri umani”.

Quindi Repubblica.it sbagliava ieri a considerare l’uomo come uno dei piatti preferiti dello squalo, ma sbaglia anche oggi a dire che si tratta di animali innocui. La scelta se restare in acqua o uscire è solo vostra.

Evolution in Motion

di Fabio Perelli

Un esperimento geniale dell’animatore americano Tyler Rhodes introduce efficacemente il concetto di evoluzione nell’universo dell’infanzia.

Tyler inventa il “telefono senza fili dell’evoluzione”, un nuovo modo divertente e interattivo di comunicare l’evoluzione ai bambini.

L’idea è semplice: un disegno stilizzato di una bizzarra creatura (una sorta di salamandra) fornisce lo spunto di partenza per un cammino evolutivo tracciato dalla matita dei bambini.

Tyler ha innanzitutto suddiviso i bambini in gruppi e ha chiesto loro di copiare il disegno della salamandra. I bambini hanno così dato forma sul foglio bianco, “per tentativi ed errori”, a  creature  fra loro diverse.

Il passo successivo è stato provocare l’estinzione, come è realmente avvenuto nel corso della storia della vita, del 98% delle specie.

In ultimo Tyler ha provveduto ad animare con un incredibile realismo le creature selezionate dopo “sei generazioni” di disegni, narrando la storia evolutiva delle creature create dai bambini. Il sorprendente risultato del suo lavoro è mostrato nel video qui sotto.

Il secondo video è un altro capolavoro di “evolution in motion” da cui Tyler ha tratto ispirazione: il lungo cammino evolutivo dalle prime cellule all’uomo viene qui raccontato in un riuscito connubio tra scienza e arte visiva.

Buona visione!

Le sei età della vita: recensione della mostra “Da zero a cento”

di Fabio Perelli

Arte e scienza danno forma a un fecondo connubio che ci consente di rivivere, metaforicamente, le sei età della vita. Nella cornice della Triennale di Milano, il percorso espositivo “Da zero a cento” ci accompagna idealmente lungo il lento cammino della crescita della persona, da zero a cento anni di età.

In verità, il cammino inizia ancor prima, in quello spazio accogliente e rassicurante che è il grembo materno. L’artista Gabriel Orozco ci fa dono del ventre gravido della compagna, che galleggia nell’acqua della vasca da bagno suggerendo l’immagine di un uovo, un altro simbolo di nascita e procreazione.

All’arte si accompagna la scienza, grazie a immagini e video che diffondono in un linguaggio semplice le ultime scoperte in termini di sviluppo embrionale e rapporto tra madre e feto. Si scopre, così, che un individuo che non è ancora venuto al mondo è in grado di fare delle scelte che avranno un peso notevole nel prosieguo della sua vita. Il feto, e la madre, decidono da subito se il futuro nascituro sarà una persona forte, fragile, serena o stressata. E’ inquietante, ma è realtà.

Il bambino, finalmente, è nato, e nell’area successiva è rappresentata l’età infantile. Un’intera stanza è riempita di palle e palloni di ogni colore e dimensione. Per ridare a chi l’avesse persa l’emozione del gioco, che caratterizza la nostra infanzia. Il film muto dell’israeliano Guy Ben-Ner è un capolavoro di espressività. Si rifà a un fatto storico realmente accaduto: il ritrovamento, nelle campagne francesi del diciottesimo secolo, di un bambino “selvaggio”, vissuto a stretto contatto con la natura, senza traccia di educazione umana. Il film ripercorre i bizzarri tentativi, coronati infine da successo, del suo nuovo padre adottivo di riportare il piccolo alla dimensione “umana”, insegnandogli a parlare, a camminare sulle sue gambe, e a condurre una vita integrata nella società.

La scienza ci spiega invece come siamo stati in grado, negli scorsi decenni, di debellare malattie e povertà. I bambini non muoiono più di fame, e si sviluppano forti e robusti grazie alle nuove condizioni di vita agiate. Ma, come recita un vecchio detto, sotto certi aspetti, forse, “si stava meglio quando si stava peggio”. Un ambiente igienizzato in modo quasi maniacale ha sì portato alla riduzione dei germi, ma ha contemporaneamente provocato l’insorgenza di asma e allergie. Un bambino, oggi, è più alto, più forte e più intelligente che in passato. Ma il risvolto della medaglia è il grande aumento dei casi di miopia infantile, dovuti all’eccessivo tempo dedicato alla lettura.

La terza età non è più, come in passato, quella della vecchiaia. Descrive piuttosto l’adolescenza, una delle fasi più cruciali della crescita, ma allo stesso tempo tra le più delicate. L’uomo si distingue dagli altri animali proprio per il suo passaggio attraverso questa età, che porta alla maturazione sessuale ma non ancora a quella psicologica. L’adolescente “gioca” a comportarsi da adulto, ma si scontra continuamente con la realtà, e con le sue svariate difficoltà da affrontare.

Ryan McGinley, con i suoi scatti rubati a ragazzi e ragazze che esibiscono senza vergogna la propria nudità, mette in risalto, finalmente, questa difficile età della vita, trascurata tradizionalmente dall’arte.

Interessante, dal punto di vista scientifico, il concetto dei “nativi digitali”. Gli adolescenti di oggi sono cresciuti davanti agli schermi dei computer, sfidandosi fra di loro con i videogiochi e scrivendosi con i telefonini. Libri, giornali e lettere, che hanno accompagnato la crescita delle generazioni passate, sono da loro visti come una realtà di tipo secondario, per certi versi già anacronistica.

La quarta età, quella della gioventù, parla di attrazione sessuale, di accoppiamento, di formazione di nuove famiglie. Della nuova condizione della donna, emancipata e lanciata nel mondo del lavoro come mai in precedenza. L’arte di Ottonella Mocellin mette in evidenza come la realtà di una nuova giovane coppia venga drasticamente ribaltata in seguito all’arrivo di un nuovo membro della famiglia. La scienza rivela invece le caratteristiche fisiche e fisiologiche che attraggono sessualmente il maschio e la femmina.

Continuando nell’ideale cammino della vita umana, si passa per l’età della maturità, la quinta. Cindy Sherman ci mostra le immagini delle donne di mezz’età che si crogiolano nell’agio ma mostrano già i primi segni dello scorrere del tempo. La scienza, dal canto suo, pone l’accento sull’importanza della cura del fisico e della salute. Si tratta di un’età cruciale, in cui è ancora possibile prendere le dovute precauzioni per garantirsi una vita il più possibile lunga e sana.

L’ultima parte della mostra è dedicata al tramonto dell’esistenza: la sesta, e ultima età. La giapponese Miwa Yanagi rende omaggio alla vecchiaia tramutando il corpo fresco e perfetto di giovani modelle nell’aspetto saggio e maturo delle donne anziane che saranno domani, dando forma alla loro stessa immaginazione.

La scienza dimostra come l’invecchiamento giunga sempre più tardi rispetto al passato, e anche le temute malattie della sesta età si fanno sempre più lontane e sporadiche. E mette in primo piano le gesta dei “grandi vecchi”, uomini in grado di distinguersi nei diversi aspetti della vita una volta giunti al traguardo della loro esistenza.

“Da zero a cento” è un percorso espositivo di ottimo impatto, in grado di offrire spunti di riflessione e sensazioni, a volte, persino nostalgiche. Arte e scienza si muovono a braccetto per offrire un vasto e vario panorama di contenuti interattivi e multicolori. Il cammino dalla fase fetale alla vecchiaia è lungo e sempre più ricco di stimoli e opportunità. La società di oggi presenta i suoi pregi e i suoi difetti, ma concede a ognuno la possibilità di trovare la propria strada e la propria realizzazione nel corso di un’esistenza che si fa sempre più frastagliata e duratura.Image

Insegniamo Il Creazionismo Pastafariano nelle scuole italiane

di Fabio Perelli

25-9-6 (calendario pastafariano)

Cari fedeli,

“In paradiso troveremo una fabbrica di spogliarelliste e un vulcano di birra”. Queste sono le promesse del nostro profeta Bobby Henderson. Ma chi non si convertirà per tempo al Pastafarianesimo “sarà condannato in eterno ad affrontare un inferno popolato da spogliarelliste affette da malattie veneree, e dominato da un vulcano che erutta birra stantia.”
E’ giunto il momento, dunque, di insegnare anche nelle scuole del nostro Paese la teoria della creazione del mondo da parte del Signore Pastoso.

Per oltre un secolo negli Stati Uniti ha tenuto banco l’annoso dibattito tra evoluzionisti e creazionisti, ma sei anni e nove mesi orsono il profeta Henderson ha rivelato al mondo l’autentica religione universale, il Pastafarianesimo. 
Nell’ex anno cristiano 2005, anno zero della nuova umanità, il sommo Henderson ha spiegato come il nostro mondo sia stato creato dalle “mostruose appendici” del “Prodigioso Spaghetto Volante”, quando questi si trovava in preda a una marcata intossicazione alcolica. E’ per questa ragione che il Creato è imperfetto, come fanno notare i seguaci di Darwin. Anche le cosiddette “prove dell’evoluzione” non sono che “illusioni create intenzionalmente dal Signore Pastoso, per mettere alla prova la nostra fede”.

La nuova teoria pastafariana illustrerà ai giovani fedeli anche le vere cause del riscaldamento globale. Henderson ha dimostrato inequivocabilmente come l’aumento della temperatura del pianeta sia inversamente proporzionale alla diminuzione dei pirati nel mondo. Guardate alla Somalia, dove al più alto numero di pirati sono associate le più basse emissioni di anidride carbonica.

Battiamoci, dunque, cari fedeli, affinché la teoria pastafariana sia insegnata anche nei corsi di biologia delle scuole italiane.
E impegniamoci altresì a diffondere il verbo del Signore Pastoso, e in modo particolare i suoi otto condimenti, dettati per la prima volta al Capitano Pirata Mosey durante il suo vagare sul Monte Sugo.

RAmen

*Sito ufficiale della Chiesa Pastafariana: http://www.venganza.org/about/

Da MicroMega

UN ESTRATTO DELLA DISPUTA TRA TELMO PIEVANI E L’AVVENIRE

di Claudio Dutto

A proposito di sapiens, il nostro [Pier Giorgio Liverani,  giornalista di Avvenire] è persino convinto di aver trovato un errore grammaticale nel sottotitolo dell’Almanacco della Scienza (“avrebbe potuto non accadere mai”, anziché “sarebbe”), ma è smentito niente meno che dall’Accademia della Crusca alla pagina “Ausiliare con i verbi servili” (www.accademiadellacrusca.it). Prima di interpretare il Verbo, sarebbe bene imparare a declinare i verbi. Ma l’affezionata firma di questo giornale con un grande avvenire alle spalle ha in serbo per noi altre sensazionali scoperte. La prima è che il nuovo modello ad albero cespuglioso dell’evoluzione umana sarebbe una confutazione della teoria darwiniana, il che non è semplicemente falso, è ridicolo. Per dirlo bisogna proprio non avere la minima idea di che cosa sia la teoria darwiniana, e ostentarlo come se fosse un punto di merito. La seconda bufala, già sentita fino alla noia, è che la teoria evoluzionistica non sarebbe scientificamente provata “perché non ripetibile”. Chi fa questa obiezione – che ignora le innumerevoli prove sperimentali, in laboratorio, ripetibili, dei meccanismi evolutivi che poi si riscontrano nella storia naturale – oltre a leggersi un buon manuale di biologia evoluzionistica può sempre fare un semplice test: alla prossima infezione usi l’antibiotico in modo inadeguato e attenda che si formi nel suo organismo una variante resistente del batterio. Avrà dimostrato su se stesso che la selezione naturale è ripetibile, eccome.
Telmo Pievani

http://temi.repubblica.it/micromega-online/cialtroneschi-attacchi-di-lavvenire-contro-micromega-e-la-scienza/

The colour of thought: inside and outside brains in visual art.

di Elena Fanelli

In april 2001 a street exhibition linked with “BrainForum”, the annual forum about neuroscience, opened in Milan.
It was called “The color of thought” and there was almoust 30 panel with giant images of brain events compared to modern art paintings by famous painters of last century.

Here some examples:

To the left of the image of a neuron. To the right of ‘The Fountain’ by Gustav Klimt (1909)

To the left brain damage. To the right ‘Camouflage’ by Andy Warhol (1987)

To the left growing astrocytes. To the right ‘Red Plastic’ by Alberto Burri (1961)

The tecnique they used for make these photos is called “Brainbow” technique and it works some ways like tv or computer monitor.
All colors in old monitors were formed by mixing three primary colors: cyan, magenta and yellow. In graphics is called Tri-color technique.
Actual monitors uses four-color process or more (adding for example green in the primary colors). This is the reason why when you try to run an old videogame the computer asks you to change the monitor resolution to 256 colours.

In neuroscience there was an old tecnique to “coloured” brain cells invented by Camillo Golgi in 1873 but it allowed to color just few neuron at time.
The 256 video resolution.

This new tecnique, developed in the Spring of 2007 by a team led by Jeff W. Lichtman and Joshua R. Sanes, both professors of Molecular & Cellular Biology in the Department of Neurobiology at Harvard Medical School, consist in a genetic engineering stuff.

In substance they have modified the DNA of some mice with inserted fluorescence genes from coral, jellyfish and a bacteria called Cre. And this fluorescents ints hundreds of brain cells at a time in about 90 various colors. And, most important, you can see how cells interact together. Instead of having a vision of just one cell within a circuit, you have a vision of the circuit itself.

Two problems in this tecnique:
1. It works only with modified mice. No normal mice and mostly no human.
2. It cost a fortune. For see this wonderfull pictures you’ve to buy several hundred thousands dollars fluorescent microscopes.

My own speculations about this street exhibition are on the perspective of the humanistic vision of it. I wonder how is possible that something that already exists in nature, although in tiny and hidden form, is visible and paintable for some genius artistic minds.
In some way it’s like they paint what they have in their mind VISUALLY that unconsciously was what their mind was PHYSICALLY.
http://www.brainforum.it/
http://espresso.repubblica.it/multimedia/fotogalleria/28671087
http://www.nature.com/nature/journal/v450/n7166/full/nature06293.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Brainbow