Cercavate serie notizie scientifiche? Peccato!

di Davide Mancino

– Amanti dell’estate, gioite: questa volta la stagione calda durerà più a lungo degli altri anni. Di quanto? Non tanto per andare in spiaggia: soltanto un secondo;

– L’angolo di Capitan Ovvio: uno studio scopre che uomini e donne tendono a mentire nei siti per incontri online;

– Breve guida ai migliori vini superconduttori (con grafico);

– Copiare è noioso: anche i monaci medievali si lamentavano.

– Wernher von Braun, padre della missilistica, avrebbe da poco compiuto 100 anni. Sì, è stato un nazista, chissenefrega. (Scherzo, era giusto per fare un po’ di polemica nei commenti).

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Venticinque anni fa esplodeva la Supernova SN 1987A

di Antonio Pilello

Venticinque anni fa, il 23 febbraio 1987, gli astronomi hanno assistito all’esplosione della Supernova SN 1987A, una delle più brillanti degli ultimi 400 anni. Prima del cataclisma, nella stessa posizione all’interno della Grande Nube di Magellano, era presente la stella Sanduleak-69° 202a, una supergigante blu di circa 20 masse solari. La luce prodotta dall’evento ha impiegato circa 168000 anni per raggiungere il nostro pianeta, permettendo agli astronomi di assistere a uno degli spettacoli più straordinari dell’universo. La luminosità della Supernova raggiunse il massimo in maggio, con una magnitudine apparente di circa 3. Per la prima volta, tre distinti rivelatori (Kamiokande II, IMB e Baksan) registrarono un flusso di neutrini ben correlato con l’esplosione della stella. Nel corso degli ultimi 25 anni, le osservazioni dei resti della SN 1987A hanno permesso agli astronomi di aggiornare i modelli di evoluzione stellare, chiarendo come termina la vita delle stelle massicce.

Le immagini ottenute per mezzo del telescopio spaziale Hubble della NASA, forniscono un’idea dell’incredibile potenza del fenomeno e mostrano una struttura formata da tre anelli attorno al nucleo. L’onda d’urto del materiale scatenata dallo scoppio stellare ha investito le regioni lungo l’anello interno, che si estende per circa un anno luce, riscaldandole e causando il loro brillamento.

Resti della Supernova SN 1987A. Figura composita ottenuta da due immagini di pubblico dominio della NASA ottenute per mezzo dell'Hubble Space Telescope. (Fonte: Wikimedia)

Come ci spiega Milena Bufano, astronoma presso l’Universidad Andres Bello di Santiago (Cile) e vincitrice di una borsa post-doc finanziata dal governo cileno, “i cacciatori di supernovae seguono l’evoluzione spettrofotometrica di questi fenomeni utilizzando telescopi da terra o dallo spazio, in quanto ogni esplosione di supernova è un evento irripetibile. Le curve di luce e la sequenza spettrale vengono poi interpretate in base ai modelli teorici più attendibili, offrendo la possibilità di confermarne o meno le assunzioni e i risultati. Studiando l’evoluzione di una supernova è possibile ottenere informazioni sull’energia dell’esplosione e sulla massa e il tipo di elementi liberati nel mezzo circumstellare, ma anche sul progenitore e sulla storia evolutiva precedente l’esplosione”.

Telefona anche tu a casa di E.T.

di Silvia Gerola, Antonio Pilello, Cristina Tognaccini

Partecipando al progetto Boinc-SETI@home potresti dare un grande contributo alla ricerca scientifica

“Siamo soli nell’universo? Se così fosse sarebbe un grande spreco di spazio!” Questa frase, tratta dal film Contact del 1997 di Robert Zemeckis, ci ricorda che potremmo non essere gli unici abitanti dell’Universo. Proprio in questo momento, mentre stai leggendo, potrebbero esserci centinaia di civiltà intelligenti solo nella nostra galassia.

Il progetto BOINC (Berkeley Open Infrastructure for Network Computing) è un sistema non-commerciale per il calcolo distribuito volontario, uno strumento che permette a chiunque di prendere parte attivamente alla ricerca scientifica, ogni volta che si attiva lo screensaver del proprio computer.

Il progetto più importante, tra quelli promossi da BOINC, è il SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence). Nato nel 1974, il SETI è dedicato alla ricerca della vita intelligente extraterrestre. Il programma si occupa anche di inviare segnali della nostra presenza a eventuali altre civiltà in grado di captarli. L’immagine mostra il primo messaggio simbolico inviato nel 1974 verso altri mondi, attraverso il radiotelescopio di Arecibo (Puerto Rico). In particolare, il progetto SETI@home, iniziato nel maggio 1999, permette a chiunque di contribuire alla ricerca, semplicemente scaricando da internet un software che, una volta installato, permette l’analisi di piccoli pacchetti di dati che potrebbero contenere segnali di vita extraterrestre.

I due obiettivi principali di SETI@home sono:

  • Svolgere un’utile ricerca scientifica per rilevare vita intelligente al di fuori della Terra.
  • Dimostrare la fattibilità e la praticabilità del concetto di calcolo distribuito su base volontaria.

Anche il tuo contributo potrebbe essere determinante, scarica subito il programma e mettiti in ascolto.