Squalo a Ostia: meglio non fidarsi… di Repubblica.it

di Valerio Congeduti

Repubblica.it dimostra di avere le idee poco chiare sulla pericolosità degli squali. Ieri pubblicava una galleria fotografica dal titolo “Squalo Blu, predatore temibile ed elegante”. Ecco la prova.

Stamattina quel servizio ha cambiato titolo, passando al più rassicurante “Squalo Blu, l’elegante predatore non fa paura”.

Nell’articolo di ieri si diceva che l’uomo è tra le prede preferite dello Squalo Blu. Nella versione odierna invece risulta che “è solo potenzialmente pericoloso per l’uomo, infatti nella classifica si piazza agli ultimi posti per attacchi alla razza umana”.

Che è successo nelle ultime 24 ore per giustificare un ritocco così pesante del pezzo già pubblicato? Semplice: un esemplare di Squalo Blu, che altri non è che una Verdesca, è stato avvistato a Ostia ad appena pochi metri dalla spiaggia. Ed ecco che l’esigenza pedagogica di rassicurare i bagnanti ha avuto il sopravvento sulla smania di sensazionalismo del quotidiano di Roma. In un nuovo articolo, uscito in giornata, sull’avvistamento di Ostia, si sostiene addirittura che si tratterebbe di “esemplari innocui”.

Ma dove si colloca la verità lungo l’asse che congiunge psicosi e imprudenza? Fossi in voi, non cercherei la risposta su Repubblica.it, ma in rete. Ad esempio sull’International Shark Attack File (ISAF), un database curato dal Florida Museum of Natural History che raccoglie e cataloga tutti gli attacchi di squali documentati dal 1580 a oggi. Ebbene al 2011 risulta che la Verdesca o Squalo Blu o Prionace glauca, si è resa protagonista di 34 attacchi alla specie umana. Soltanto in 8 casi, di cui 4 fatali, l’attacco non è stato provocato da un precedente comportamento aggressivo o imprudente della vittima. Insomma, un’eventualità decisamente rara! Gli squali infatti non gradiscono nutrirsi di esseri umani, tuttavia ogni tanto non disdegnano un assaggino, magari sperando si tratti di qualcosa di più polposo e saporito, ad esempio una foca. Come spiega il direttore dell’ISAF George Burgess, “praticamente ogni squalo di dimensione maggiore o uguale a 1 metro e 80 rappresenta una minaccia potenziale per gli esseri umani”.

Quindi Repubblica.it sbagliava ieri a considerare l’uomo come uno dei piatti preferiti dello squalo, ma sbaglia anche oggi a dire che si tratta di animali innocui. La scelta se restare in acqua o uscire è solo vostra.

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