Venticinque anni fa esplodeva la Supernova SN 1987A

di Antonio Pilello

Venticinque anni fa, il 23 febbraio 1987, gli astronomi hanno assistito all’esplosione della Supernova SN 1987A, una delle più brillanti degli ultimi 400 anni. Prima del cataclisma, nella stessa posizione all’interno della Grande Nube di Magellano, era presente la stella Sanduleak-69° 202a, una supergigante blu di circa 20 masse solari. La luce prodotta dall’evento ha impiegato circa 168000 anni per raggiungere il nostro pianeta, permettendo agli astronomi di assistere a uno degli spettacoli più straordinari dell’universo. La luminosità della Supernova raggiunse il massimo in maggio, con una magnitudine apparente di circa 3. Per la prima volta, tre distinti rivelatori (Kamiokande II, IMB e Baksan) registrarono un flusso di neutrini ben correlato con l’esplosione della stella. Nel corso degli ultimi 25 anni, le osservazioni dei resti della SN 1987A hanno permesso agli astronomi di aggiornare i modelli di evoluzione stellare, chiarendo come termina la vita delle stelle massicce.

Le immagini ottenute per mezzo del telescopio spaziale Hubble della NASA, forniscono un’idea dell’incredibile potenza del fenomeno e mostrano una struttura formata da tre anelli attorno al nucleo. L’onda d’urto del materiale scatenata dallo scoppio stellare ha investito le regioni lungo l’anello interno, che si estende per circa un anno luce, riscaldandole e causando il loro brillamento.

Resti della Supernova SN 1987A. Figura composita ottenuta da due immagini di pubblico dominio della NASA ottenute per mezzo dell'Hubble Space Telescope. (Fonte: Wikimedia)

Come ci spiega Milena Bufano, astronoma presso l’Universidad Andres Bello di Santiago (Cile) e vincitrice di una borsa post-doc finanziata dal governo cileno, “i cacciatori di supernovae seguono l’evoluzione spettrofotometrica di questi fenomeni utilizzando telescopi da terra o dallo spazio, in quanto ogni esplosione di supernova è un evento irripetibile. Le curve di luce e la sequenza spettrale vengono poi interpretate in base ai modelli teorici più attendibili, offrendo la possibilità di confermarne o meno le assunzioni e i risultati. Studiando l’evoluzione di una supernova è possibile ottenere informazioni sull’energia dell’esplosione e sulla massa e il tipo di elementi liberati nel mezzo circumstellare, ma anche sul progenitore e sulla storia evolutiva precedente l’esplosione”.

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